Vetrina commerciale
Shopping on-line
Immobili
Virtual Tour
Guida al turista
Parma in tavola
Ristoranti
Alberghi
B & B e Agriturismi
Parma by night
Cinema
Teatro
Musica
Arte
Incontri
Libri
Fiere
Il culto a Parma
Per i più piccoli
Feste e sagre
Sport
Fitness
Parma notizie
Calendario eventi
Servizi di utilità
Link della città
Altri link
Finanza on-line
Numeri utili
Assicurazioni
Chi siamo
Pubblicità
Help
Collabora con noi
Note legali
Credits
Mappa del sito
Home

Home » Parma in tavola » Ranuccio Farnese e il banchetto dei Gesuiti


La storia della cucina parmigiana
Asterischi di gastronomia parmigiana.

"Ranuccio Farnese e il banchetto dei Gesuiti"

Ranuccio I Farnese, quarto duca di Parma, volle offrire, nel novembre del 1614, un'accoglienza del tutto particolare ad un gruppo di Padri Gesuiti, giunti a Parma in occasione della Congregazione Provinciale dell'Ordine. E proprio uno dei padri, intervenuto al memorabile banchetto, ne ha lasciato una curiosa - e gustosa - testimonianza in un manoscritto di dieci pagine conservato all'Archivio di Stato di Parma. Al termine di visite, incontri e scambi di cortesie ebbe inizio il banchetto: "Verso i due estremi della ornatissima tavola, apparecchiata per 42 persone, erano due piramidi di salame e presciutto, che parevano di fino marmo, rosso mischio, con due teste di porcicignali, doppo queste, in proporzionata distanza, due aquile di pasta, toccate d'argento, con il suo pasticcio sotto; seguivano due pavoni, colle sue belle piume che parevano vivi, ma sventrati con i pasticci. In mezzo una portata di salame, simile alle piramidi, e artificialmente fatta. Dopo questi vennero in tavola un leone di pasta, tre coturnici colle sue piume e il collo ornato di coralli, un elefante di pasta, un galinazzio colle sue piume, un cervo, et un fasano, pure con le piume. ...

Vennero poi tre fontane di vetro, rotonde, colle sue conche superiori, le infime (di tutte l'altre più grandi) erano piene d'acqua, e dentro l'acqua pesciolini che guizzavano, e sopra l'acqua gelatina, come anche nelle superiori, dai buchi delle quali pendea la gelatina, come se fusse acqua cadente, eccellentissima da mangiare.

Finalmente vennero tre navi, colle sue vele, arbori, artiglierie, soldati, tutte piene di biscottini, di zuccaro, e tre torri, pure di pasta. Con i confetti, e frutti, vennero tre porchetti, o per dir meglio, tre pelli di porchetti, uno da Genova che portava li canditi, uno da Bergamo che portava i confetti e il terzo dalle montagne di Parma che portava il formaggio, e frutti".

La cena, dopo la consegna di preziosi doni votivi e devozionali ai Padri convenuti, realizzati dagli artigiani di Corte coordinati da Giambattista Trotti, detto il Malosso, che aveva curato pure le scenografie, si concluse con un imponente brindisi "alla salute del Padre generale".

Da M. Nardi, Un sontuoso banchetto alla corte dei Farnese, in PE, 6.2000, pp 99-106.

TORNA ALL'INDICE

> Virtual tour
Come arrivare
In treno
In aereo
In auto
In dettaglio
> Mappe
> Pacchetti turistici
> Alberghi
> Ristoranti
> B&B e agriturismi
Itinerari consigliati
Il centro religioso
Il centro comunale
La Città Ducale
L'Oltretorrente
La Certosa di Parma
Percorsi e piantina
> Storia e Cultura
> Musei e Monumenti
> Castelli e Rocche
> Biblioteche e Archivi
Parma in tavola
Storia e cultura della gastronomia parmigiana
La storia in cucina
Prodotti tipici della Food Valley
I piatti tipici
Lo Chef consiglia
Elenco ristoranti aperti la domenica
La meravigliosa gastronomia parmigiana
Il bon ton a tavola
> Suggerimenti dalla rete