La
storia della cucina parmigiana
Asterischi
di gastronomia parmigiana.
"Gli
anolini di Don Ferdinando di Borbone"
Le
cose cambiarono e la cucina parmigiana prese decisamente
il sopravvento quando salì al trono Don Ferdinando,
che era nato a Parma da Don Filippo e da Luisa Elisabetta.
Il
nuovo Duca parlava il dialetto parmigiano, conosceva i
suoi sudditi quasi ad uno ad uno e dava udienza a tutti
indistintamente; sposò Maria Amalia d§Austria,
sorella di Maria Antonietta di Francia e di Maria Carolina
di Napoli, le famose tre Marie, tedesche nei modi e nell§arroganza.
Maria Amalia non si interessava di cucina, ma di ufficiali
e di cavalli. Onde Don Ferdinando doveva interessarsi "se
si mangia di grasso o di magro" come da una sua
lettera e "fosse mandato il cuoco per il mangiare
di Sala", che era la residenza di campagna preferita
dalla Duchessa, al quale raccomandò la maggiore
economia.
Don
Ferdinando era entusiasta della cucina parmigiana. Andava
a pranzo nelle case dei nobili oltre che dai suoi ministri,
e ci teneva molto ai due pranzi famosi che a Carnevale
dovevano dare i due ministri "di casa" ossia
quello di Francia e quello di Spagna, nei quali la De Matellana,
moglie dell'ambasciatore spagnolo, giunse a 32 coperti,
battendo di due lunghezze la moglie di Flavigny, plenipotenziario
francese.
Ma
da memorie e documenti conservati negli archivi delle parrocchie
del parmense si apprende anche che Don Ferdinando era solito
andare nelle canoniche di campagna in occasione di sagra,
e mangiava coi preti gli anolini e il cappone col ripieno,
la cui ricetta in versi dell'abate Innocenzo Frugoni, è forse
la più poetica di tutte quelle esistenti:
Istruzione
per fare un pieno
Burro,
pan, cacio grattato,
Ova
fresche, o Dama bella,
Poca
polver di cannella;
Tutto
sia ben mescolato,
E
il sal sia di tutto il meno:
Ecco
il Recipe del Pieno.
Ve
lo mando: or tocca al Cuoco
Farlo
cuocere a dovere;
Tutto
quel che dà piacere
E
stagiona, e guasta il fuoco;
Nuoce
il poco e il troppo ardore:
Così avviene
anche in amore
[...]
Da C.I.
Frugoni, Opere poetiche. Parma, Stamperia Reale,
1779, T. IX, p 5.
TORNA
ALL'INDICE
|