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Home » Cinema


Luchino Visconti. Il tempo ritovato
Al D'Azeglio e all'Astra un ciclo di proiezioni con i capolavori di Visconti. dal 31 marzo al 12 maggio

COMUNE DI PARMA - ASSESSORATO ALLA CULTURA - Ufficio Cinema
CIRCOLO CINEMATOGRAFICO D'AZEGLIO
Con il contributo di FONDAZIONE CARIPARMA
In collaborazione con

CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA - CINETECA NAZIONALE

CINEMAINCENTRO
UNIVERSITA' DI PARMA
EUROPA CINEMAS
ACEC

LUCHINO VISCONTI
il tempo ritrovato

Cinema D’azeglio D’Essai - Cinema Astra D’Essai
31 marzo – 12 maggio 2011

GIOVEDÌ 31 MARZO 2011 CINEMA D’AZEGLIO
ore 18.30
OSSESSIONE 1943
Ore 21.15
LA TERRA TREMA 1948

GIOVEDÌ 7 APRILE CINEMA D’AZEGLIO
ore 18.30
BELLISSIMA 1951
ore 21.15
SENSO 1954

Lunedì 11 APRILE CINEMA ASTRA
ore 18.30
LE NOTTI BIANCHE 1957
ore 20.30
ROCCO E I SUOI FRATELLI 1960

Lunedì 18 APRILE CINEMA ASTRA
Ore 18.30
L'INNOCENTE 1976
ore 21.15
LA CADUTA DEGLI DEI 1969

GIOVEDÌ 28 APRILE CINEMA D’AZEGLIO
ore 18.30
VAGHE STELLE DELL'ORSA 1965
Ore 21.15
LO STRANIERO 1967

Lunedì 2 MAGGIO CINEMA ASTRA
ore 20.00
LUDWIG 1973

GIOVEDÌ 12 MAGGIO CINEMA D’AZEGLIO
Ore 18.30:
GRUPPO DI FAMIGLIA IN UN INTERNO 1974
Ore 21.15
MORTE A VENEZIA 1971


Ingresso gratuito)

Info: Ufficio Cinema 0521 031035
cinema@comune.parma.it – www.ufficiocinema.it
Cinema D’Azeglio, Str. D'Azeglio, 33 - 0521 281138
Cinema Astra, P.le Volta 3 – 0521 960554


Neorealismo e decadentismo, famiglia aristocratica e ispirazione marxista, critica al Risorgimento e pratica antifascista. Le diverse anime di Luchino Visconti, a trentacinque anni dalla morte ( il 17 marzo 1976, all'età di 70 anni), si intrecciano lungo tutta la sua produzione cinematografica: tra uno spaccato dell'Italia postbellica e il romanzo ottocentesco di nobiltà in rovina si intravedono i foschi connotati di una figura-chiave del nostro Novecento, capace di battezzare il neorealismo cinematografico per poi distaccarsene (forse) criticamente, alla ricerca di altre forme espressive, dall'estetica alla narrazione storica. All'opera del grande regista, con un pensiero anche alla sceneggiatrice Susi Cecchi D'Amico, sua collaboratrice per molti anni e che ci ha lasciato la scorsa estate, è dedicata la rassegna promossa dall'Ufficio Cinema dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Parma, che da fine marzo a metà maggio riproporrà l'intera carriera cinematografica viscontiana. “Ossessione”, del 1943, è il suo mirabile esordio, considerato il manifesto e il simbolo del Neorealismo italiano, per la cupezza dei sentimenti e la carnalità di alcune scene: un'Italia cruda, una visione pessimistica che prende spunto dal romanzo “Il postino suona sempre due volte” di Cain e il cinema realista di Renoir; alla sua proiezione, giovedì 31 marzo alle 18.30 al Cinema D'Azeglio, seguirà poi “La terra trema” (1948), una libera rivisitazione de “I Malavoglia” di Verga, sempre dai toni realisti e con attori non professionisti. Un progressivo distaccamento da questa corrente artistica si ha prima con “Bellissima” e poi, soprattutto, con “Senso” (entrambi il 7 aprile, al Cinema D'Azeglio, a partire dalle 18.30) dove il decadimento della morale aristocratica fa da sfondo a una visione poco idealizzata del periodo risorgimentale, caratterizzato dalle divisioni sociali. Questa seconda fase del regista prosegue con l'appuntamento di lunedì 11 aprile, al Cinema Astra, con “Le notti bianche”, in cui viene approfondito lo studio dell'animo umano nel contesto del crollo dei valori borghesi, e “Rocco e i suoi fratelli”, una rivisitazione tutta italiana de “L'idiota” di Doestoevskij. Negli anni sessanta il grande regista firma due opere che però non hanno avuto un grande riscontro di critica, forse perché caratterizzate da un'eccessiva ricercatezza tecnica ed estetica: nel 1965 esce “Vaghe stelle dell'orsa”, un tentativo non molto riuscito di conciliare la tragedia di Sofocle “Elettra” con la produzione dannunziana, che però gli vale il Leone D'Oro a Venezia; del 1967 è invece la pellicola, tratta dall'omonimo romanzo di Camus, “Lo straniero”. (Cinema D'Azeglio, giovedì 28 aprile). A partire dal 1969 Visconti intraprende quella che la critica ha definito la “trilogia tedesca”, dove i protagonisti, che si abbattono sempre in clamorose sconfitte, sono il simbolo delle contraddizioni che lacerano la psicologia e la società teutonica del tempo; alla prima pellicola, dal titolo “La caduta degli dei”, (lunedì 18 aprile, Cinema Astra), seguono “Ludwig” (2 maggio al Cinema Astra) e “Morte a Venezia”, che con il 12 maggio chiude la rassegna al Cinema D'Azeglio.

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